Dal sito www.repubblica.it – “Ponticelli, i temi choc contro i nomadi”

E’ che cavolo….  cara giornalista Bianca de Fazio, prima di scrivere un articolo,  cerca di infromarti meglio; almeno il nome della scuola scrivilo bene! E chi pubblica in prima pagina nazionale  ”ponticelli, i temi choc contro i nomadi” almeno abbia l’onesta di valutare la veridicità di quello che viene scritto  e l’impatto che può avere un articolo del genere.

Forse qualche professore, volendo  mettersi in evidenza  ha segnalato alcune frasi “choc” al giornale;  da questo é nato un articolo  di rilievo nazionale

La scuola  San Giuseppe (Giovanni) Bosco da anni é frequentata anche da bambini di altre nazionalità, che risiedeono nelle vicinanze ( in prefabbricati all’amianto – quello si  “razzismo delle istituzioni”  ) e non si é mai  verificato alcun atto di discriminazione.

Estrapolare  qualche frase da un contesto di centinaia di temini fatti dai bambini é francamente scorretto.

Ma  cosa ci vuoi fare…. , ormai tutti sanno che la scuola San “giuseppe” (Giovanni) Bosco di Ponticelli é frequantata da  piccoli delinquenti, cammorristi, mafiosi , ladri.  D’altro canto a Ponticelli tutti siamo  delinquenti, camorristi e razzisti

Invitiamo qualche giornalista di Repubblica a visitare “veramente” la scuola San “Giuseppe” Bosco…..

L’articolo : http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/cronaca/sicurezza-politica-5/temi-ponticelli/temi-ponticelli.html

5 Risposte a “Dal sito www.repubblica.it – “Ponticelli, i temi choc contro i nomadi””

  1. Gabriele Dice:

    “Bruciando la vita bruciate le speranze”: questo é lo slogan con cui mia figlia ha concluso il suo temino…
    Ma evidentemente al buon giornalista non interessava questo tipo di commento.

  2. Fac Dice:

    come al solito, si vuole creare il caso.
    sennò non si vende

  3. Mario Pi. Dice:

    Sono pure male informati questi giornalisti, se fossero andati alla E. Toti o a via De meis ( rione de Gasperi) chisà cosa avrebbero scritto.Per me é stato qualche professore che voleva farsi notare, sperando di poter scrivere un libro con i temi dei bambini, del tipo ” speriamo che me la cavo”. Poi ho saputo che il tema é stato assegnato dalla direttrice e non dai maestri, questo dimostra che già in partenza c’era l’intendione di pubblicizzare i lavori dei bambini. I genitori dovrebbero ribellarsi a questa stumentalizzazione o per lo meno chiedere i diritti d’autore.

  4. Nunzia Dice:

    LEZIONE N°I PER BAMBINI DEL TERZO MILLENNIO:OGGETTO E FINE DEI GIORNALI E’ IL NULLA.
    La triste occasione delle ancor più tristi riflessioni che seguiranno è l’art. pubblicato sul Corriere della sera del 28/5/08 (Ponticelli, i temi dei bimbi: giusto bruciare le case dei rom) e indirettamente tutti gli articoli che in questi giorni hanno saputo sguazzare con perizia da palombaro nella putrida mascolanza di fatti e informazioni cha ha strutturato il caso “Rom a Ponticelli”.
    Premesse dell’articolo:1) i Rom sgomberano il campo 2) i bambini di una scuola, chiamati a pronunciarsi sul caso, esultano. Conclusione dell’articolo: i bambini del quartiere sono razzisti.
    Riflessioni: la conclusione costruita dal giornalista con astuzia sillogistica è errata, perchè la seconda premessa è nulla. In matematica, si sa, le quantità negative si annullano: ebbene, l’esempio di sentimento razzista utilizzato dal giornalista è una piccola intervista che un bambino ha inserito nel suo compitino come contrappunto di un ingenuo ma intelligente filantropismo di cui occhiutamente nell’articolo del Corriere non si fa parola. Nell’articolo si legge invece che “è grave anche se è un solo bambino ad averlo detto” tentando l’impresa di costruire una premessa alla tesi del quartiere razzista.
    E’ chiaro che si continua a sguazzare con cinica gaiezza nel putridume di fatti e informazioni che ha segnato fin dall’inizio il caso dell’evacuazione dei Rom da Ponticelli. Ponticelli: dove le scuole da anni condividono con i miserabili di turno (Rom, Costadavoriani, Albanesi) uno spazio inquinato da container di amianto…….dove opera un numero ridicolo di operatori sociali (che di fatto nessuno ha mai visto) nonostante l’elevatissima dispersione scolastica e l’allucinante degrado antropologico……. dove le scuole devono funzionare – e funzionano bene- come presidi sociali, ma compaiono sui giornali perchè un bambino a proposito dei Rom ha detto “abbiamo già troppi problemi e ci bastano. Lo stato potrebbe far costruire alcuni palazzi per i Rom”.
    Si vede che chi ha scritto l’artcolo non ha adeguata finezza d’analisi per cogliere dei bambini la visione olistica (la capacità di cogliere la realtà nella totalità dei suoi aspetti,) visione di cui già Pasolini (che cosa non ha detto Pasolini!?) diceva che era ostacolata dal potere mediatico. I bambini sanno saper essere olistici: attraverso i loro disegni, articoli interviste hanno fotografato, analizzato e si sono avventurati nel proporre soluzioni in un contesto in cui il leitmotiv è “non ci sono vie d’uscita. Con determinazione hanno cercato di evitare l’autentico razzismo: il fumoso monito alla tolleranza universale che nasconde poi il nulla dietro il personale potere, sapere e volere. All’indignazione dell’articolo del Corriere che denuncia presunti atteggiamenti razzisti e grida ” è grave anche se è stato uno solo” bisognerebbe replicare che proprio perchè è uno solo la scuola e il quartiere hanno dato lezione di civiltà ad un sistema mass-mediatico che ha dimostrato nei confronti dell’evacuazione dei Rom un’insistenza giornalistica grossolana e precipitosa senza chiarire la dinamica della vicenda che presenta ancora aspetti ambigui.
    Forse pretendo troppo dai giornali che in fondo sono tenuti solo a far cronaca. Del resto già Leopardi ironizzando parlava della “profonda filosofia dei giornali”per correggere la perversione tutta moderna di cercare la verità nel “quotidiano”.
    Immagino lo stupore del dirigente scolastico nel vedersi strappata la pubblicazione di un articolo che getta fango sul lavoro del suo team di insegnanti. E immagino l’effetto che l’articolo del Corriere avrà avuto sul piccolo autore del compitino incriminato, che ha visto usare il suo testo all’interno di una logica estranea e per di più monca: forse si starà interrogando sull’insolita forma di libertà che consente ad una persona che neanche conosce l’uso ed il consumo personale delle sue idee. A questo bambino potrei solo dire che l’oggetto ed il fine dei giornali è il nulla, e di augurargli che questa lezione per bambini del terzo millennio passi attraverso tam tam di forme nuove.

  5. peppe Dice:

    CIO’ CHE RITENGO PIU’ GRAVE ALLA LUCE DELLA STESURA DEI COSIDDETTI “TEMI CHOC” DEGLI ALUNNI DELLA DON BOSCO E’ IL COMPORTAMENTO DEL TUTTO SCORRETTO DELLA PRESIDE DEL PLESSO ,LA QUALE ,A MIO AVVISO HA TRASGREDITO PERLOMENO AD UN PAIO DI PRINCIPI ETICI E MORALI .
    PRIMO FRA TUTTI VIOLAZIONE PALESE DELLA PRIVACY DEGLI ALUNNI.
    HA OLTREMODO SECONDO ME MESSO A RISCHIO L’INCOLUMITA’ DEI GENITORI DEGLI ALUNNI INTESTATARI DEI TEMI E DEI DISEGNI.
    NON SO SE LA SIGNORA GARGIULO, SI RENDA CONTO CHE SE I RAGAZZI HANNO PARTORITO SUDDETTI PENSIERI UN PO’ DI COLPA POSSA ESSERE REPUTATA ANCHE ALL’INADEGUEDEZZA DEI SUOI INSEGNAMENTI DIDATTICI.
    CREDO, ANCORA CHE LA PRESIDE HA TESO A STRUMENTALIZZARE GLI ELABORATI DEGLI ALUNNI SENZA TENER CONTO DELLA BUONA FEDE DELLE COSE DETTE E, E MI DISPIACE DIRLO NON SI RENDE MINIMAMENTE CONTO DEL CONTESTO SOCIALE IN CUI VIVONO QUOITIDIANAMENE I SUI ALUNNI ,DEI TRAUMI PSICOLOGICI CHE HA ULTERIORMENTE POTUTO CAUSARE.

    PEPPE IIIINCAZZATO


Lascia un commento