Raccogliamo la provocazione di Enzo

In attesa del prossimo manifesto del Mullah Joseph che appoggerà la decisione del  Santo Presidente 

E aspettando la scelta della nostra primiereDame  Rosette la Rouge  

Proviamo a dire la nostra sulla costruzione del termovalorizzatore nella nostra zona ?

( per favore però firmatevi con  nome e cognome )

3 Risposte a “Raccogliamo la provocazione di Enzo”

  1. Peppe D' Anna Dice:

    I giornali di stamane, prevedono che la Città Orientale ospiterà l’ inceneritore. L’ area potrebbe essere quelle delle ex raffinerie.
    In un ragionamento di riqualificazione e rilancio dell’ intera zona orientale perchè no!
    L’ inceneritore inquina come se non meno la centrale elettrica di Vigliena, ora funzionante. Però se non inquina perche non farlo a Bagnoli? oppure nell’ ex ospedale militare a Montesanto? nel vallone del Vomero che guarda Chiaiano? di luoghi c’è nè sono più di uno.

    Il sindaco, se veramente amministra la città, non deve limitarsi ad indicare il sito a Bertolaso. deve anche offrire ai luoghi indicati, dei vantaggi per compensare lo svantaggio nell’ ospitare un’incenirotore. La decisione perciò non può essere solo di Bertolaso, altrimente viene lasciato solo, e si va diritti verso il fallimento di qualsiasi decisione.

    NOT IN MY BACK YARD, non appartiene al mio modo di pensare, se credo che quella soluzione non sia nociva.

    Nessun NIMBY dunque! sono favorevole all’ inceneritore nella Città Orientale se il comune mette in campo politiche di sviluppo, rilancio e riqualificazione ( non penso ai PRU )per l’ intera area. Realizzare solo l’ inceneritore è ritenere questa zona pattumiera di Napoli, così non va bene.
    In questo caso sarei contrario, anche se lo fanno a Bagnoli.

  2. Beatrice Dice:

    No pasaran, cari Gabriele, Enzo, Peppe, Sabatino etc. , attenti il Termovalorizzatore a Ponticelli e’ pura follia.
    Ps perche’ nelle cronache dal Ponticellistan e negli altri commenti non e’ mai citato il mullah ” dal viso pallido”? Forse egli e’ davvero immune da ogni peccato?

    Beatrice Fiore

  3. enzomolisso Dice:

    terza puntata
    Cronache dal Ponticellistan ( anno 1436 dall’Egira, ovvero a.d 2015)

    Erano giorni difficili nel Ponticellistan, la pax bipartisan sancita dal mullah WaVe con il Santo Premier BerlusKarzaj aveva portato un dilemma che alcuni membri (gli “ex tutto”ovvero ex comunisti, ex marxisti, ex riformisti) della fazione buonista presente nella Loya Jirga di Kabul conoscevano bene, ovvero il marxian problema del Che fare? Non era facile decidere se costruire o no il termovalorizzatore islamico mangia papaveri nel Ponticellistan
    Certo il nuovo clima politico dava ragione ai devoti della fazione “buonista”, ma ora i nodi venivano al pettine ed il famoso motto del mullah WaVe, ovvero il “ ma anche” non era possibile perche’ il Ponticellistan esigeva una scelta.
    Allora poiche’ i talebani del Ponticellistan non sono fessi come alcuni cittadini di altre province come Hacerrat non dissero subito no, ma neanche si, una cosa pero’ la volevano ed era non avere piu’ cumuli di papaveri marci nelle strade.
    Essi ragionavano cosi:
    Il Termovalorizzatore di Hacerrat e’ stato costruito in seguito ad una gara di appalto sotto l’egida del Ministero dell’Ambiente islamico di Kabul e la gara che vide tre offerte, proclamo’ vincitore un’azienda, la Fondazione Islamica Bonta’ Ecumenica, che chiameremo per comodita’ FIBE. Questa gara d’appalto, come, noto fu assegnata sulla base di alcuni parametri che erano richiesti complessivamente alle ditte, cioe’ offerta economica piu’ vantaggiosa, impatto ambientale e progettazione. La cosa strana fu che la FIBE aveva il punteggio massimo solo in uno de tre parametri, mentre negli altri due risultava largamente inferiore nel punteggio assegnatogli dalla commissione, sapreste indovinare quale parametro? Vi aiuto ma son certo che il lettore attento e consapevole non ne ha bisogno, ovviamente l’offerta economica molto piu’bassa fu il discrimen che fece pendere la bilancia a favore di questa azienda che era di proprieta’ di alcuni fratelli islamici che facevano in realta’ un mestiere diverso, ovvero essi si occupavano di alta finanza (spesso anche d’assalto, modello Cragnottiul, Bond Kabulat, etc ) insomma veri raider, mentre quando in passato qualcuno della famiglia proprietaria della FIBE aveva diretto la piu’ grande azienda privata manifatturiera dell’Afganistan , l’aveva quasi affossata, seguendo una chimera che si chiama appunto finanza, trascurando gli investimenti nel “ core business” di tale azienda centenaria. Meno male che fu cacciato con una buonuscita modesta infatti l’ Afganistan ha rischiato seriamente di perdere la sua azienda piu’ importante. Ma questa e’ un’altra storia.
    Dunque la cittadinanza del Ponticellistan intuito che il problema era il rischio che nella fretta del decidere potesse esserci un qualche colpo di scena, pretese ed ottenne delle garanzie per concedere il nulla osta politico (Allah Akbar crede, fuor di metafora, nel primato della Politica) e morale alla costruzione del termovalorizzatore :
    1) Poiche’ la popolazione del Ponticellistan leggeva sui giornali che il Gran Visir di A’Fra-Gol e la governatrice locale stavano pensando di affidare i lavori “intuitus personae”ad una multinazionale attiva nel settore dei petroli, una compagnia petrolifera che esisteva gia’ ai tempi del buon Kipling e del Grande Gioco, questa azienda (la QU7) pur non avendo alcuna esperienza nel settore dei rifiuti dei papaveri voleva costruire il termovalorizzatore, ( persino Tito Livio racconta che a Roma quando costruirono la Cloaca Maxima fecero attenzione che il fetore non ammorbasse la citta’ e quando i quartieri delle Urbe si approssimarono con lo sviluppo urbanistico a questa grande opera architettonica, il Senato Romano pretese che fosse coperta per ragioni sanitari, sic! parentesi obbligata per il cordiale Peppe D’Anna per dire che all’epoca non c’erano minus habens fortunatamente estinti politicamente come Pecoraro o Giordano, ma c’era una coscienza della Res Publica che oggi viene scientemente confusa con il fancazzismo dei girotondini, dei no-global o della sinistra massimalista per esaltare il pensiero unico del partito del mullah WaVe)
    2) Ebbene la cittadinanza del Ponticellistan stanca di dividersi in schieramenti secondo le categorie forse superate, del buon Norberto Bobbio, ovvero Sinistra e Destra ando’ oltre proponendo queste condizioni:
    a)Gara di appalto internazionale per la costruzione del Termovalorizzatore secondo le regole delle Unione Sopvranazionale degli Stati Islamici, come la vostra UE, questo per scongiurare stupidi sciovinismi cari soprattutto ad Alleanza Nazionale Islamica.
    b)Criteri di aggiudicazione della gara stessa, secondo parametri diversi, ovvero maggior peso nel punteggio alla valutazione di impatto ambientale, poi il design architettonico e l’integrazione nel contesto urbano ( all’amico Peppe D’Anna, Allah Akbar ricorda che una volta si facevano insieme a Giorgio Napolitano, Emanuele Macaluso, al Mullah Amir – ul Momimeen Josefh Rouge, al Capogruppo della Loya Jirga provinciale etc, le battaglie per il superamento dello strumento straordinario e l’applicazione dell’ordinario nella gestione delle politiche di parte pubblica, e proprio l’applicazione dello strumento ordinario l’amico Peppe D’Anna sa che e’ la grundnorm, la pietra angolare su cui fonda la propria funzione di Revisore dei Conti islamici della terza provincia dell’ Afganistan l’indegno Allah Akbar, superare lo straordinario per amministrare con l’ordinario in ossequio anche ai dettami della Corte dei Conti, sempre Peppe D’Anna sa che Allah Akbar si era, ad esempio,opposto, unico dei tre Revisori, al prestito della Provincia al Comune per pagare lo stipendio alle cooperative, ma il potentissimo Mullah Assessore Comunale al Bilancio ha imposto il suo volere a dispetto di tutto e tutti, un evidente abuso dello strumento straordinario in spregio della certezza del diritto e delle regole), dunque per superare il problema del potenziale contrasto con il piano regolatore, approvato dalla Loya Jirga comunale solo pochi anni prima, piano che andava comunque rispettato, dura lex sed lex, fu proposto ed accettato come secondo parametro di aggiudicazione il progetto architettonicamente piu’ bello e che meglio si integrasse nel tessuto urbano.
    c) Terzo parametro fu l’offerta economica corredata da un piano di fattibilità finanziaria e tecnica, con prestazione di fideiussione in caso di danni a cose o persone per la durata di cinque anni, clausola penale, ovvero dazione in pagamento in caso di ritardo nella consegna dei lavori e divieto di iscrizione di riserve per evitare le varianti di progetto che costano sempre un’ira di Allah alle casse islamiche.
    d) Ultimo parametro fu il superamento, work in progress, per l’approvazione degli stati d’avanzamento dei lavori, dei controlli di una commissione di vigilanza mista formata da membri eletti dall’Universita’ di Kabul, dall’Ordine dei medici etc e soprattutto formata da tre membri eletti dall’Assise comunale, scelti tra i cittadini con elevata competenza nel settore rifiuti, questo per evitare tentazioni da manuale Cencelli.
    Cosi’ il Ponticellistan ebbe il suo Termovalorizzatore Islamico, costruito in appena 12 mesi da una societa’ tedesca ma con Know – how italiano (gruppo ENI, anche lo stato Italiano quando fa l’imprenditore lo fa bene, quando vuole, Mattei docet) e la cittadinanza del Ponticellistan paga la Zakat per la spazzatura (la vostra Tarsu) piu’ bassa della regione e non si e’ registrato nessun nuovo caso Marghera.
    Ma voi, seguaci del mullah WaVe, saprete fare tanto ,“ Estote parati” ? Insciallah

    n.b.
    Allah Akbar rivolge un cordiale saluto anche al giovane aspirante mullah “ Naz-ariu cazziatus semper da Josefh Rouge” ribadendogli un concetto “Si puo’ fare” non significa fare e basta, piuttosto significa fare con la diligenza del buon padre di famiglia e con una visione globale della societa’ non escludendo le sensibilita’ diverse e minoritarie ancorche’ massimaliste, anzi cercando di riportare quest’ultime nell’alveo istituzionale per evitare derive extraparlamentari, come i nostri venticinque lettori ben sanno.
    Allah Akbar


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