Non c’era altro da fare.
L’episodio del presunto rapimento ha solo accellerato gli eventi.
Già 7 giorni fa rai1 si era collegata in diretta per dar conto della situazione ROM. Ieri al termine della seconda diretta di rai1 si é scatenata la rabbia popolare.
Le foto sono state fornite dal sito http://comitatolettieri.wordpress.com , purtroppo quella che mostra l’esodo dei rom scortati dalla polizia non é venuta molto bene. Ma chi ha visto quella scena é rimasto molto colpito, ” sembravano ebrei deportati nei campi di concentramento”
Un rappresentante dei comitato ha detto : “per troppo tempo le istituzioni ci hanno lasciato soli”





Aprile 30, 2008 alle 5:05 pm
Caro Gabriele,
plaudo a questa tua buona e coraggiosa iniziativa di aprire uno spazio libero senza riferimenti politici partitici. Questo consentira ai tanti amici Ponticellesi di poter intervenire senza nessuna soggezione. Questo non significa che sono contro alla politica anzi ho aderito al PD con convinzione e speranza perchè credo in questo nuovo progetto politico per l’italia e di cui sono molto fiducioso. Dobbiamo pensare ad un circolo fatto di persone che vogliono pensare a lavorare per il futuro.L a questionbe Rom diventa sempre più complicata. Aspettiamoci tempi più duri .Roma , Milano e firenze stanno cacciando i Rom e la maggior oparte di questi sta arrivando a Napoli.
Maggio 7, 2008 alle 8:42 am
Saluto con favore l’iniziativa di Gabriele e mi impegno a fare la mia parte per animare questo spazio di democrazia e di confronto che ritengo fondamentale. Unitamente a ciò lasciami pure di espirmerti la mia solidairetà personale e politica nei confronti di chi ha subito un’ “Epurazione staliniana” che tra l’altro era ampliamente paventata anche nei corridoi delle istituzioni. Putroppo,e perdonatemi la cattiveria, dovrete convergere con me che in certi circoli “Democratici” la DEMOCRAZIA è un’optional scomodo. Ma vi deve consolare il fatto che avete inciso rendendo pubblico un dibattito in tante sfaccettature che altrimenti non sarebbero mai state note ai cittadini.
Sui Rom due notizie:
La prima e che , su un giornale locale (Napoli Più) il Mio collega Nazario Malandrino, si è fatto scappare che la proposta accantonanta di Via Pacioli potrebbe essere ripresa se intesa come provvisoria per poi tendere in prospettiva a Via delle Industrie. Bene , qualcosa si muove ed io credo che questa sia un’ottima mediazione. Inoltre la provisorietà della proposta di Via Pacioli , che ricordo ho ritirato ma senza averne altre in alternativa, era insita perchè anchio credo che Via delle industrie sia l’unica soluzione stabile e condivisa.
Putroppo però la disposnibilità al dialogo è svanita in 24 ore e si è ritornati al muro contro muro. Morale della favola: Io riaccantono Via Pacioli anche come provvisoria e aspetto una controproposta che ancora non c’è, intanto il 4 agosto si avvicina.
La seconda notizia e che giovedì alle 11:30 parteciperò , rappresentando la sesta municipalità , ad un incontro dal Prefetto sulla questione ROM a ponticelli insieme con gli assessori di comune , Provincia e Regione. Vi terro al corrente appena potrò
Un saluto e a voi le considerazioni.
Maggio 10, 2008 alle 11:34 am
Lunedì ultima chiamata per la soluzione ROM, entro il 4 agosto vanno liberate le aree per consentire l’inizio dei lavori dei PRU, ma la mediazione tra il PD e il resto della maggioranza è ancora lontano
“Il tempo passa e gli spazi di agibilità politica diminuiscono sempre di più, la soluzione dei campi è ormai incontrollabile e si fa fatica a contenere la montante rabbia della gente. Occorre decidere e farlo presto per consegnare al comune un’indicazione che ci è stata espressamente chiesta su dove allocare chi abita i campi ROM abusivi. E’ irresponsabile continuare il muro contro muro sulla pelle della gente e occorre esercitare la nostra funzione di governo. Propongo al PD una mediazione che tiene insieme le esigenze di tutti e che significherebbe dare una soluzione subito attuabile e toglierebbe ogni alibi a chi , al comune di Napoli, non ha deciso sino ad oggi. La soluzione di Via Pacioli da adottare solo in via provvisoria per rendere agibile lo stabile di Via delle Industrie in via definitiva.
In questo modo si può subito liberare le aree in cui è più forte l’emergenza (Via Malibran) avviando una bonifica definitiva delle aree.
Spero che su questa proposta possa convergere tutto la parte del PD che in questi mesi ha saputo dire solo NO . Se così non fosse mi aspetto una controporta o l’assunzione della responsabilità di consegnare il quartiere di ponticelli al degrado ed alla ingovernabilità per i prossimi 10 anni, facendogli perdere l’occasione dei P.R.U. e alimentando il degrado dei Campi ROM.
Maggio 11, 2008 alle 10:43 am
Ecco siamo arrivati al punto!! Quando abbiamo iniziato a denunciare il problema più di una persona ci ha detto che per indurre i politici ad affrontare seriamente la questione dei rom c’era bisogno di un fatto eclatante. Stamattina un elicottero della polizia sorvolava la vasta zona degli insediamenti abusivi. E’ notizia certa che una minore rumena ha tentato di rapire una bimba di nove mesi dalla sua abitazione. Spesso quando si parla di rapimenti di neonati da parte dei rom si tende a sminuire la faccenda considerando, quantomeno, intolleranti le persone che danno peso a queste dicerie. Noi del comitato Lettieri abbiamo più volte sottolineato che l’impatto dei 1000 e passa rom sulla comunità locale è devastante, ma non abbiamo mai chiuso le porte all’accoglienza di un minor numero di rom. Alla luce di questo nuovo episodio ci viene da riconsiderare la faccenda. Sappiamo che ancor oggi i politici del nostro quartiere discutono su dove spostare questi insediamenti. Sappiamo anche che all’interno delle forze politiche della maggioranza è passato il principio che la questione dei rom deve restare all’interno dei confini del territorio di Ponticelli. Ci sà tanto di intolleranza nei confronti dei cittadini del nostro quartiere. Vogliamo introdurre un nuovo concetto: non sono fatti nostri (dei cittadini) dove andranno queste persone, l’importante che vadano.
Maggio 13, 2008 alle 1:18 pm
Ora basta la misura è colma! la soluzione al problema degli insediamenti è ormai una questione di ordine pubblico. La rabbia della gente e incontrollabile e si fa fatica per fino a recarsi fisicamente a recarsi in quei luoghi per tentare di spiegare le ragioni di una possibile soluzione che non sia uno sgombero indiscriminato. Sono mesi che tentiamo di trovare l’accordo su un sito da destinare a centro di accoglienza, che pure si era individuato in una struttura di Via Pacioli, ma siamo ostaggio di “opposti estremismi” che stanno solo esasperando il clima già rovente. Dal comune purtroppo non giungono segnali concreti , complice la crisi rifiuti, alle nostre continue sollecitazioni. Prendiamo atto , tutti, della nostra incapacità politica nel governare questa crisi. Per l’incolumità dei cittadini di ponticelli chiedo al prefetto di Napoli di assumere la questione in modo prioritario la vicenda e di requisire subito uno stabile per allocare i ROM e liberare le aree occupate prima che succeda l’irreparabile. Un piano intero della scuola Deledda a Soccavo e la struttura di Via Pacioli a Ponticelli sono subito utilizzabili, le si requisisca e si portino le donne e i bambini che occupano i campi , prima che la liberazione delle aree venga fatta dall’ “altro” stato
Maggio 14, 2008 alle 1:22 pm
Sono arrivati i tempi duri..la bomba è scoppiata. Tutti sapevamo ma non abbiamo fatto niente perchè questa emergenza dei camp rom non degenerasse. Sono molto addolorato di questa vicenda, brutta, inumana,violenta….un’altra pagina di violenza è stata scritta per la storia diPontielli. Il presunto rapimento di una bimba a sconvolto il popolo Ponticellese.Si condanna sempre chi ruba o vuole rubare i bambini….si condanna sempre chi maltratta i bambini,e su questo siamo tutti d’accordo e condanniamo..ma cosa centrano le violenze contro il popolo che appartiene a questa sventurata e forse pazza donna che voleve rapire un bambino?? Dove è finita la carità cristiana e dove abita l’accoglienza e la solidarietà che spesso sentiamo nei discorsi della gent comune e non solo…Mi ha colpito ieri sera la dichiarazione di un giovane rom” qui troppa camorra siamo stanchi non c’è la facciamo più”…se vi capita di vedere qualche vido su fatti successi sui campi rom di questi giorni gardate bene le faccie…
I nostri amministratori cioè la municipalità pensino ad un’azione più incisiva perchè hanno definitivamente consegnato il quartiere nel buio più totale
Maggio 15, 2008 alle 11:43 am
Sono fra quelli che ha sempre pensato che non c’erano alternative allo sgombero forzato dei ROM residenti abusivamente nel nostro quartiere.
La causa era da ricercare nella incapacità degli amministratori a prendere una qualsiasi decisione e nella impossibilità di trovare luoghi alternativi, senza scatenare proteste “popolari”.
Ho sempre pensato che lo “stato” ( amministazione, prefetto, forze dell’ordine) doveva intervenire a sflollare i ROM anche per dare prova della sua esistenza e per dimostrare la sua capacità di far rispettare la legatità.
Nelle ultime 2/3 settimane c’é stata una “escalation mediatica” ( vari servizi sulle TV private, la denuncia di “Repubblica”, gli articoli su tutti i giornali locali, ben 2 collegamenti in diretta di RAI-1 e il primio era avvenuto gia 10 prima del tentato rapimento) Essa ha, secondo me, dettato la “scaletta” degli eventi.
1) In questo periodo sono stati segnalati vari atti di violenza su persone da parte dei ROM, mentre prima venivano segnalati solo furti di cose.
2)Sono anche aumentati gli atti di violenza sui ROM, cosa che non era mai avvenuta prima
3) Poi…l’evento scatenante, il punto di non ritorno.
E’ emblematico che lo sgombero dei ROM sia avvenuto alla conclusione della diretta di Rai-1.
Le forze dell’ordine, anche in questo caso, hanno “vegliato” sulla sicurezza delle persone e non imposto il volere dello stato ( anche rispetto agli incendi dei campi)
Ma credo che per i prossimi 5 anni (almeno) questo copione si ripeterà….
Maggio 15, 2008 alle 4:52 pm
E’ una vergogna! L’ antistato che beffa lo Stato , e caccia i rom. Brucia i campi, terrorizza i zingari e la polizia sta a guardare.
In Yugloslavia, le milizie operavano e l’ esercito serbo stava a guardare. Questa è pulizia etnica!!!!
Siamo giunti a questo perchè le istituzioni non fanno il loro dovere, al loro posto la camorra agisce e si leggittima come garante della vivibilità. Ci hanno condotto a questo! è uno schifo! spero che Bassolino si dimetta per andare a votare presto, ormai è chiaro chi non dobbiamo votare.
Maggio 16, 2008 alle 11:02 am
Al fuoco al fuoco! Basta coi campi illegali! Basta con i rom evasori fiscali! Basta con gli abusi edilizi dei rom e i rom condonati! Basta con il 69% degli stupri commessi da familiari e conoscenti rom! Basta col popolino rom sottosviluppato che elegge un parlamento di inquisiti rom! Basta coi rom che ti sorpassano a destra in un lampo mentre vai a 130, che mentre siamo tutti in coda sfrecciano sulla corsia di emergenza, che lasciano il SUV in terza fila e dopo mezzora che suoni tornano e ti dicono “mica me lo posso mettere in tasca”. Basta coi rom arroganti, ignoranti e razzisti, che assaltano i campi e continuano a votare con la panza e col culo!
Viva il fuoco! Avanti cosi! Se si dovesse andare oltre, gradirei avere un distintivo giallo a forma di stella.
Maggio 16, 2008 alle 2:27 pm
Ma come scrivo bene ! Adesso gliele dico io quattro sul blog! Queste persone fanno schifo non sono degne di me! Sono intolleranti!
Mo gli faccio vedere io come si respira diossina tutto il giorno. Di carrozzini ne posso comprare a centinaia! Il cancello… ne posso fare a meno!Fra amici non c’è bisogno dell’invito per entrare in casa! E poi c’è solo da apprezzare chi fa il bidè alla fontana pubblica visto che l’acqua no è in dotazione! Che uomini!.. ancora in fasce e già nudi e scalzi con questo freddo! E poi vedi che naturalisti defecano all’aria aperta come i nostri avi! Ma che fini economisti riescono a guadagnare sullo smaltimento di rifiuti speciali senza nessuna spesa ! Che donne non parlano e fanno tutto quello che gli dice il marito! I figli un ottimo affare! Ah come mi sento tollerante lontano da questi…
Maggio 16, 2008 alle 8:04 pm
E’ definitivamente scoppiata la “guerra dei poveri”: poveri cristi che scacciano altri poveri cristi, che hanno la sola colpa di essere stranieri, quindi diversi, quindi “pericolosi….
Il vero grande colpevole resta impunito: il Comune, che ha permesso l’insediamento dei rom senza alcun criterio. E’ impensabile che le periferie, già ampiamente degradate, possano ospitare comunita’ rom. Si pensi prima ad un serio programmma del territorio, inteso sia in senso di bonifica ambientale (o forse pensano che ci siamo affezionati alla monnezza, e quindi non vogliono privarcene?)sia di ripristino della legalita’,e poi, forse, se ne puo’ riparlare.
La colpa di tutto questo è solamente dei nostri amministratori!!!! Forse sarebbe ora di cambiare.
Maggio 17, 2008 alle 10:10 am
Il Corriere del Mezzogiorno di ieri ha dedicato una intera pagina al manifesto del Pd locale affisso sui muri del quartiere, dall’ eloquente titolo ” Via i campi Rom da Ponticelli “. Addirittura se ne discusso al loft romano tra big nazionali per censurarlo. A dire il vero però, la cronaca giornalistica riporta solo dichiarazioni dei politici regionali, che prendono le distanze dal manifesto incriminato.
Non avendolo letto, sono corso a istruirmi su uno scritto così tanto scandalaso, per un partito di sinistra. La veloce lettura non mi ha scandalizzato, anzi per la sua moderatezza è quasi troppo buonista. tranne che su di un punto, i piani di riqualificazione urbana ( PRU )é da condividere, non si oltrepassato alcun segno!
Molto più dura è netta è l’ intervista a chi quel manifesto lo ha ispirato, se non scritto di suo pugno, Il Cons. regionale P. Russo, che glie ne canta a muso duro al Governatore e al Sindaco. Di spalla nella stessa pagina il compagno Sergio Chiamparino, Sindaco di Torino, spiega come la sua giunta ha affrontato il problema Rom. Una sibillina lezione di amministrazione al Sindaco di Napoli R.R. Iervolino.
Non so se al loft hanno letto questa pagina, molto istruttiva, per chi vuole sapere di come sono andate le cose a Ponticelli a proposito dei Rom.
Chi ha evidenziato quel manifesto a Roma, faccia la stessa cosa con la pagina del Corriere del mezzogiorno, almeno rende chiare le responsabilità politiche dell’ accaduto!
p.s.
non so come si pubblica una pagina di giornale su di un blog. conservo la pagina del giornale per qualche giorno, per chi vuole darci un’ occhiata.
a presto!
Maggio 17, 2008 alle 4:42 pm
Lunedì sera al ritorno da Napoli, entrando in Ponticelli, ho visto fiamme e nuvole di fumo alte almeno quanto le 5 torri di Via Malibran.
Mi sono fermato a pochi passi dai campi bruciati ed ho visto e sentito molti.
Un territorio presidiato da Carabinieri in assetto antisommossa, Polizia, Guardia di Finanza, Vigili Urbani e Vigili del Fuoco. Qualcosa di spaventoso.
Ho guidato via telefono sul luogo degli incendi l’Assessore alla Protezione Civile del Comune di Napoli Giorgio Nugnes, ci siamo recati sul campo rimasto indenne collocato a fianco della chiesa SS. Pietro e Paolo. La forze dell’ordine si frapponevano tra cittadini e rom rumeni per evitare che li bruciassero vivi.
Entrato nel campo ho visto donne e bambini con disegnata sul volto la paura e uomini nei tricicli pronti ad abbandonare l’accampamento.
Dopo febbrili trattative tra polizia e dimostranti i tricicli tentavano di andarsene dall’uscita della ex cupa Lettieri ma a quel punto le molotov sono riprese clamorosamente ad interdizione della via di fuga.
Un atteggiamento schizofrenico visto che tutti li volevano cacciare, ma la persecuzione era tale da annebbiare la vista ed ogni ragionevolezza.
A mezzanotte ho abbandonato i luoghi non prima di aver contribuito a far scortare le ultime 15 persone (donne e neonati) affinché con il pulmino della Protezione Civile fossero portati al Centro di Prima Accoglienza di Soccavo (ex scuola Deledda).
Arrivato sotto casa ho trovato il manifesto del PD dal titolo: “Via gli accampamenti ROM da Ponticelli”.
La mattina seguente, il martedì, ho girato in macchina per tre ore a visionare la zona del misfatto ed ho potuto notare che gli accampamenti bruciati erano vuoti e quelli intatti erano presidiati dalle forze dell’ordine affinché i rom rumeni potessero abbandonare “pacificamente” i campi ed andare chissà dove.
Alle 11:00 ho partecipato ad una manifestazione antirazzista sotto palazzo San Giacomo ed alle 17:00 ad altro presìdio al Maschio Angioino, dove vi erano gli ultimi 50 rom di Ponticelli che non sapevano dove portarli (venivano da San Giovanni a Teduccio dove avevano trovato ospitalità in un semiconvitto ma pacificamente messi alla porta). Alle 19:00 circa sono stati tutti sistemati altrove dal Comune di Napoli con l’aiuto delle associazioni rappresentanti degli immigrati.
Non vi è più presenza da quel momento a Ponticelli di “stranieri invasori”.
Questo è quello che ho visto ed ho potuto partecipare con il Comune e le assciazioni.
Nei prossimi commenti mi permetterò di fare riflessioni.
Raffaele Carotenuto
Maggio 18, 2008 alle 8:33 pm
Cronache dal Ponticellistan ( anno 1436 dall’Egira, ovvero a.d 2015 )
La piccola provincia ribelle del Ponticellistan, distante poche miglia da Kabul capitale dell’ Emirato Afgano, era in quel periodo ormai pacificata. Le orde hazaRom erano state da tempo allontanate dal territorio pashtun della piccola provincia e dispersi nelle provincie lontane ma piu tolleranti del Caivanistan.
Il comandante Amir – ul Momimeen Josefh Rouge, mullah e signorotto locale aveva stretto un accordo con i taliban affinché le truppe locali consolidassero il controllo politico del territorio e permettessero un ‘applicazione integrale della Sharia, che le donne di Sanrocchen e degli altri villaggi accettarono di buon grado. Infatti, data la crescente crisi economica ( anche nel civile Afganistan si sentivano gli effetti della crisi economica) non era possibile una scelta ampia nel campo della moda ed il burka sembro’ la soluzione equa e religiosamente giusta ai dubbi delle signore e dei teocrati della Moschea del Popolo. La polizia religiosa che nel frattempo era stata istruita nella Madrasa del Popolo fece si che nuovi aspiranti mullah crescessero nei valori sacri al comandante mullah Amir Josefh, tra questi uno in particolare si ergeva tra gli altri studenti del nuovo corano in auge, per la sua attivita’ verso i deboli e gli oppressi ( nel Ponticellistan esisteva un solo partito che sulla falsariga del Socing di orwelliana memoria, controllava tutto e tutti, ma in maniera democratica). L’economia della provincia sembro’ risollevarsi grazie anche agli ingenti investimenti del vicino Pakistan che avendo fomentato la distruzione delle vestigia di Bamyan (le famose statue giganti di Buddha) avevano imposto una monocoltura molto redditizia in spregio delle lezioni di Pino Arlacchi. Alla piccola provincia mancava poco per diventare ora vero centro dogmatico del nuovo credo afgano e l’opportunita’ venne con le primarie per la Loya Jirga, dove in maniera democratica per un paese come l’Afganistan, la gente voto’ scortata dall’attenta e amatissima polizia religiosa dei taliban.. Il consiglio degli ulema, gli anziani che controllavano l’ortodossia religiosa e prevenivano i reati di apostasia erano soddisfatti dal lavoro fatto dal mullah Amir Josefh, che una volta era stato anche un mullah riformista, ma con il tempo ormai aveva abbandonato certe ideologie ormai fuori dal tempo in nome della devozione a Dio Allah, gli rinnovo’ la fiducia con un mandato a vita alla Loya Jirga di Kabul. Per ringraziarli di cio’ il mullah fece costruire altre madrase del popolo sul modello di Frattocchiul, famosa madrasa di Kabul. Nuove fulgide menti sarebbero ora uscite da quei luoghi di devozione e studio.
Allah akbar
Maggio 18, 2008 alle 8:40 pm
Ripartire da zero.
Con questo spirito mi sento di fare la prima utile riflessione su quanto accaduto nelle scorse settimane a Ponticelli.
Il problema ROM è stato rimosso con buona pace di molti e con modalità che vanno profondamente indagate.
Ancora sabato scorso i circa 100 giovani studenti del liceo “Calamandrei” che manifestavano contro gli episodi di “ribellismo” a danno di migranti sono stati sopraffatti, in qualche momento, da voci spontanee e non organizzate contro lo straniero invasore.
Ma allora oltre all’affermazione di un astratto principio di territorialità e di presunta difesa da un popolo straniero vi è dell’altro?
Al netto di tutti gli accaduti le analisi sono o meno prerogativa innanzitutto di chi si richiama a dei concetti di sinistra?
Vorrei che tali interrogativi trovassero risposte che permetterebbero di capire come tutti assieme, dopo una storica sconfitta, si riparte.
In caso contrario non so se vale la pena continuare a scrivere sulla vicenda ROM.
Voglio dire è meglio stabilire da subito se gli autorevoli interventori, dopo l’orgia mediatica ed a riflettori abbassati, stanno pensando di riannodare i fili di un ragionamento spezzato.
Ancor più esplicitamente si vuole conoscere se il problema è stato risolto e quindi non bisogna più riflettere oppure, come io penso, si è propensi a stabilire una nuova modalità di integrazione, un nuovo modo di fare e praticare solidarietà, una nuova affermazione dei diritti di cittadinanza.
Saluti.
Raffaele Carotenuto
Maggio 19, 2008 alle 5:12 pm
Le buone letture affievoliscono gli ardori e rimettono in funzione la ragione. Rendendo i moderati veri riformisti rivoluzionari, e non sterili parolai.
Suggerisco al buon Allah akbar di leggere il fondo di Michele Salvati sul giornale di oggi e quello di Pierluigi Battista nei commenti sempre sul Corriere della Sera di stamane. Forse dopo la lettura le saranno un po più chiaro i compiti che devono svolgere le istituzioni locali e nazionale per affrontare con efficace ed umanità la questione Rom. Ed evitare il fai da te alla napoletana, affidarsi cioè a chi realmente controlla il territorio.
Ad Allah akbar, mi permetto di ricordargli che non abbiamo bisogno dei talebani. Gia nel lontano settecento il generale Avitabile, i cui natali erano in provincia di Napoli, e il mestiere di militare lo aveva appreso nell’ esercito Borbonico del Regno delle due Sicilie, pacificò alcune regioni afgane per conto della corona d’ Inghilterra, palificando i capi ribelli.
Questo per dirle che a Napoli, nonostante la monnezza e la criminilatà, valgono le regole, e quando queste non vengono fatte rispettare l’ uso della forza passa di mano. E questo diventa pericoloso, non solo per i rom.
Dividere il sentimento antirom, (anche se ingiustificato esiste), di migliaia di cittadini dalle bottiglie incendiare è un tentativo doveroso per un partito di sinistra, quella vera non degli slogan, cercando di incanalare questo sentimento razzista verso le regole della democrazia. Epurandolo dall’ inquinamento camorristico il più possibile. Solo questo ci permetterà di non consegnarci mani e piedi legati alla camorra, vista la paurosa assenza dello stato.
Non è il pensiero unico caro Allah akbar, ma un semplice esercizio di democrazia.
Maggio 20, 2008 alle 7:47 pm
La raccolta differenziata è iniziata…? Volevo sapere se qualcuno mi può dire qualcosa di più su questo argomento, visto che siamo oramai al collasso.Ho saputo che in alcuni comuni dell’area vesuviana hanno iniziato la raccolta differenziata con il porta a porta con grande successo; sarebbe auspicabile che l’Asia ed il Comune di Napoli facciano la loro parte per diffondere in maniera capillare le regole per la differenziata, affinchè si definisca una volta per sempre questo annoso problema.
Credo che ormai non cè più tempo per le chiacchiere, bisogna agire per il bene di tutti. Si sono spese troppe risorse per non avere nulla, è arrivato il momento di dire basta a questo sistema che non riesce a decollare: faccio riferimento ai lavoratori dell’Asia che purtroppo vengono gestiti da funzionari incapaci che sono stati messi lì da politici senza alcuna competenza.
I rom sono andati via ma la monnezza, ahimé, resta….
Angelo
Maggio 21, 2008 alle 1:26 pm
Amo tutti Rom: raccogliamo l’eredità degli eroi ‘zingari’ del 16 maggio 1944
Il 16 maggio 1944 quattromila Rom internati nello “zigeunerlager” di Auschwitz decisero di opporsi ai loro aguzzini, che secondo programma erano venuti a prelevarli, per condurli nelle camere a gas. Di fronte a un’umanità ridotta in condizioni pietose – formata da nugoli di bambini pelle e ossa, donne e capifamiglia scalzi – si trovava la più potente e organizzata macchina di oppressione morte di tutti i tempi. Non furono solo gli uomini a decidere di non piegare il capo di fronte ai carnefici in divisa; anche le manine ossute dei bimbi e delle donne raccolsero pietre, mattoni, spranghe, rudimentali lame e tutti insieme i Rom di Auschwitz dissero: “No!”
“Non vi daremo i nostri piccoli, perché li facciate uscire dai vostri camini. I vostri medici ne hanno già straziati tanti, sperimentando la loro scienza mostruosa su di loro. Le loro urla salivano fino al cielo, più in alto ancora del fumo denso che usciva dai crematori, più in alto ancora delle nostre preghiere. Non annienterete le nostre famiglie, cui avete già tolto i doni preziosi della libertà e della dignità. Non lasceremo alle vostre mani rapaci, ai vostri cuori tenebrosi, al vostro odio disumano la bellezza delle nostre vite, la santità dell’amore che unisce le nostre famiglie in un popolo povero, ma fiero”. Le mamme stringevano al petto i bimbi più piccoli, mentre combattevano; i ragazzini difendevano lo “zigeunerlager” finché il sangue non li copriva, rendendoli simili agli spiriti della vendetta delle leggende; braccia scure brandivano armi rudimentali in un impeto instancabile, finché le SS si ritirarono, esterrefatte davanti a quell’eroismo, a quel coraggio sovrumano che affrontava le palottole e le baionette con la carne nuda. Le SS si ritirarono, portando con sé molti cadaveri tedeschi. Solo il 2 agosto 1944 i nazisti – dopo aver ridotto in fin di vita la popolazione Rom prigioniera della “fabbrica della morte”, limitando al minimo il suo sostentamento alimentare – riuscirono a liquidare lo “zigeunerlager”. 2.897 eroi Rom furono assassinati in una sola notte nelle camere a gas di Birkenau.
Oggi, 16 maggio 2008, siamo di fronte agli eredi dei carnefici di Hitler. I mandanti del nuovo crimine di massa sono quegli uomini e quelle donne che vediamo ogni giorno sulle pagine dei giornali e in TV, sorridenti, pieni di boria, rifatti dal lifting e dal trucco, con le bocche ghignanti piene di parole che suonano come “Legalità”, “Giustizia”, “Sicurezza”, ma che significano “Persecuzione”, “Razzismo” e “Morte”. Li vediamo ogni giorno e non hanno più colore, perché sono uniti e uniformati dall’odio. Non hanno rispetto di niente: non della vita, non dei diritti umani, non delle leggi universali, non della nuova Europa che si oppone ai pregiudizi. Hanno istigato violenze e pogrom in tutta Italia, ingannando le masse con calunnie razziste e incitamenti alla violenza xenofoba. Non li fermeremo, noi che vediamo ancora la luce dei Diritti Umani, noi che adesso siamo tutti Rom, noi che vogliamo essere Rom perché vogliamo essere giusti, non li fermeremo se non decidiamo fin da adesso di ereditare l’orgoglio degli ‘zingari’ di Auschwitz e non ci prepariamo a schierarci accanto alle famiglie perseguitate, sfidando le autorità che non rappresentano più nulla, le divise che non rappresentano più nulla, le più alte cariche dello Stato che hanno tradito ogni valore, che non hanno il diritto ad esprimersi a nome di un popolo, di una civiltà di un’umanità che – fra tanti orrori – ha creato anche un testo che è un impegno a costruire un futuro migliore per tutti: la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
Roberto Malini – Gruppo EveryOne
Maggio 22, 2008 alle 11:36 am
Dai Roberto…
Il paragone mi sembra proprio fuori luogo.
Maggio 23, 2008 alle 12:06 am
Cronache dal Ponticellistan ( anno 1436 dall’Egira, ovvero a.d 2015 )
Seconda puntata
In quei giorni una strana atmosfera regnava nella provincia del Ponticellistan, gli HazaRom erano solo un ricordo e i pochi dissidenti, che come il personaggio del libro di Orwell , “1984”, credevano di poter dire qualcosa in controtendenza venivano indotti “democraticamente” ad amare il Grande Fratello, ovvero la verita’ cosi’ come veniva professata nella moschea del popolo. Ma un fatto nuovo ruppe la monotonia del pensiero unico e indusse nel piu’ grave peccato alcuni dei pii studenti devoti delle madrase. Un peccato talmente grave, che il comandante Amir – ul Momimeen Josefh Rouge in nome e per conto del signore Allah non avrebbe mondato facilmente, anzi in qualità di Mullah Capo, avrebbe sanzionato sicuramente con una fatwa.
Ma qual era codesto abominio?
I giovani studenti del corano avevano peccato nell’avere ……………dubbi.
Essi avevano dubitato della verita’ che era nelle sacre scritture, quella verita’ che era commentata poi sul “ Corriere del mezzogiorno islamico” e su un altro giornale molto devoto come “ La Repubblica Islamica”, organi ufficiali della Moschea del popolo di Kabul.
Orbene i fatti furono questi:
Erano ormai molti giorni che i cumuli di papaveri marciti erano accumulati sui cigli sterrati delle strade di Sanrocchen e di altri villaggi nonche’ dei Rioni Herat, Rione Mosul etc, la raccolta differenziata non era ancora partita, inoltre si registrava la mancanza di accordo sui luoghi dove localizzare la grande discarica atteso che Hacerrat non la voleva e non voleva neanche’ Termovalorizzatore islamico, mentre il mullah della Pianura di Kandahar non voleva sentirne parlare perche’ disturbava con il fetore la concentrazione dei fedeli ( che poi erano anche elettori per la Loya Jirga locale). Allora un giorno che Ahmid BerlusKarzaj guida suprema dell’ Emirato dell’ Afganistan venne in visita da Kabul nella provincia vicina del Ponticellistan, pensando di risolvere la questione dell’emergenza papaveri disse che si poteva costruire un bel Termovalorizzatore islamico, che non era forse innoquo come il dissociatore molecolare che stavano sperimentando quegli infedeli degli americani, ma aveva il vantaggio di essere gradito agli Ulema De Lucair e soprattutto alla Guida suprema degli Ulema, WaVe detto il buonista. Quest’ ultimo che era buono, pensando che una popolazione civile come quella del Ponticellistan che aveva fatto “democraticamente” allontanare dalla polizia religiosa dei taliban gli HazaRom, facendo anche arrabbiare qualche ulema ( tra cui il Gran Visir di A’Fra-Gol, governatore della regione che comprende il Ponticellistan) non poteva non riconoscere il valore riformista di un Termovalorizzatore islamico. Poco importa se li’ sorgono ospedali e centri commerciali oltre a quasi centomila fedeli che vi dimorano, la parola di Allah avrebbe trovato conferme nella nuova Jihad contro il fetore dei papaveri marciti
Il mullah WaVe penso’ che se nel Ponticellistan sono stati cosi’ coraggiosi da cacciare gli HazaRom, avrebbero di sicuro apprezzato il vantaggio di avere quella santa costruzione del Termovalorizzatore islamico, anzi apprezzeranno maggiormente il prezzo della coerenza islamica ed impareranno la realpolitik. Le discussioni nella Madrasa del popolo divennero sempre piu’ numerose ma anche animate da dubbi, infatti un giovane morigeratissimo aspirante mullah disse che se avevano affisso i tazebao che legittimavano la cacciata dei campi degli HazaRom da parte della polizia religiosa per coerenza non potevano dire no a quella cosa santa che avrebbe rappresentato il Termovalorizzatore islamico, ma questo avvenimento ne minava il suo stato d’animo, soprattutto con l’approssimarsi del Ramadan, ed aveva paura che il fetore del Termovalorizzatore islamico gli avrebbe impedito di pregare bene in quanto era preoccupato per la salute dei suoi fratelli islamici. Infatti aveva visto uno speciale su Al – Jazira (Anno 622, che poi significa anno dell’Egira quindi Anno zero) che non parlava in termini lusinghieri di quelle alte costruzioni, che somigliano vagamente ai minareti ma solo in altezza non certo in bellezza.
Allora il mullah Josefh Rouge, percepito il dubbio dello studente e degli altri giovani fedeli emise la sua profezia, …………………anche il profeta Maometto avrebbe sottoscritto per quella nuova sacra costruzione, sul suolo dove una volta vi erano gli infedeli interessi delle raffinerie americane ora sarebbe sorta una costruzione molto ma molto islamica, anzi grazie a questo manufatto benedetto dalla moschea del popolo e dalla Loya Jirga, la provincia del Ponticellistan sarebbe diventata una nuova citta’ santa (una nuova La Mecca con la sua scintillante Qaaba). Dopo queste gloriose premesse, i fedeli tornarono alle proprie case contenti per la profezia del mullah Josefh Rouge, ma sul volto del giovane studente morigeratissimo spunto’ una lacrima…………forse era solo un pallido ricordo della coscienza dell’essere animali politici che il nuovo credo afgano aveva estirpato in nome del pensiero unico.
Allah akbar
Maggio 23, 2008 alle 7:40 am
Ha conferma di quanto scritto da enzomolisso c’è la non smentita della presidente invitata a Brescia per prendere visione. Con il nuovo editto poi sarà più pericoloso manifestare il dissenso, senza contare l’appoggio e i mezzi di cui gode il futuro santo.
Maggio 23, 2008 alle 3:20 pm
Caro Allah akbar,
la comprendo: vivere in quel mondo di verità assoluta è molto triste. Pensi che anche noi in Italia, abbiamo vissuto un periodo così odioso. Creda esimio Allah akbar, addirittura gli scienziati e le loro scoperte venivano derisi e dipinti di verde se non si adattavano al pensiero dominante dei Pecoraro, animale in via d’ estinzione.
Da noi per fortuna c’ è la democrazia e ogni 5 anni si va a votare, qualche volta anche prima, e da l’ ultima volta questi Pecoraro, Giordano, Di Liberto si sono quasi estinti, non contano più niente.
Adesso anche noi progettiamo centrali nucleari, ponti, autostrade, chi lavora di più guadagna di più. Addirittura, pensi un po’ caro Allah akbar, che a Napoli, una città del nostro magnifico sud, hanno capito come difendersi dalla munnezza. E lì anche quelli che erano d’accordo con quelli che prima gli ho detto, lo vogliono fare. Hanno detto che faranno prima le discariche per metterci la munnezza, che hanno per la strada. Nel frattempo faranno la raccolta differenziata, e poi anche gli inceneritori. Hanno fatto venire addirittura uno che c’era già prima, un tipo tosto quello che difende i civili, era stato cacciato da Pecoraro, e c’ ha il dente avvelenato.
Lei non può immaginare come la comprendo, perchè prima eravamo anche noi come voi, e non si poteva far niente.
p.s.
devo umilmente chiedere perdono per il post precedente. Nell’ enfasi della ragione ho posto il generale Avitabile nel secolo dei Lumi, invece di quello Romantico. Chiedo venia.
Agosto 7, 2008 alle 9:38 am
perchè non richiedere un referendum di quartiere per potersi distaccare dalla città di Napoli e ridiventare comune a se. I vantaggi sarebbero tanti una gestione migliore del territorio maggiore Sicurezza e attività sociale